Dr. GERRY GRASSI Psicologo Psicoterapeuta
Dr. GERRY GRASSIPsicologo Psicoterapeuta

ANSIA PAURE FOBIE OSSESSIONI

Disturbi Fobico-Ossessivi

 

"Il pauroso edifica il castelo dei suoi terrori e poi vi si installa dentro" 

E. Cioran

 

L'approccio strategico ai problemi umani parte dal presupposto che possiamo conoscere un problema soltanto mediante ciò che lo risolve.
Questa prospettiva si basa dunque su una conoscenza operativa, ovvero finalizzata all'intervento e non alla pura classificazione.
Partendo da questi presupposti, non è di alcun aiuto classificare i disturbi in base a teorie psicologiche da confermare a priori, oppure secondo una mera osservazione statica dei sintomi come avviene nei manuali diagnostici psichiatrici (DSM).
Sulla base di queste premesse, da un punto di vista strategico i Disturbi Fobico-Ossessivi possono essere divisi in due categorie:


1.Le patologie che si esprimono con gli attacchi di panico


2.Le patologie dove il disturbo è costituito da quello che il soggetto fa o evita di fare per non sperimentare l'attacco di panico

 

Nel primo caso (attacchi di panico) ciò che invalida è il vissuto del panico, mentre nel secondo è la strategia adottata per evitarlo.
In genere, esiste una sequenzialità temporale tra le due tipologie, ovvero nelle fasi iniziali della patologia la maggior parte delle volte si struttura un disturbo con la presenza degli attacchi di panico, che nel tempo evolve nella seconda tipologia in virtù degli evitamenti e delle rinunce dei soggetti di fronte all'eventualità di avere un attacco di panico.
Un altro aspetto importante della paura patologica è che non esistono paure più gravi di altre a livello di contenuto, quindi non è la paura in sé che conta, bensì l'interazione che il soggetto crea con essa.
In sostanza, più il soggetto fallisce nella gestione della paura, più ne risulta invalidato.


Di seguito vengono elencati in ordine di diffusione le 10 tipologie di disturbi fobico-ossessivi più frequenti, emerse dalle rilevazioni empiriche:


1.   Paura di perdere il controllo
2.  Paura di volare
3.  Paura dell'altezza
4.  Paura di perdere le persone care
5.  Paura degli animali
6.  Agorafobia e Claustrofobia
7.  Paura del rifiuto sociale (fobia sociale)
8.  Ipocondria: paura delle malattie
9.  Ossessioni compulsive
10. Dismorfofobia o fobia del proprio aspetto

 

 

1.Paura di perdere il controllo

La paura di perdere il controllo di se stessi e delle funzioni naturali del proprio organismo è, nelle sue varie forme, la paura patologica più frequente.

 

Varianti tipiche di questa tipologia di paura sono:


• paura di arrossire in pubblico
• paura di sudare davanti a qualcuno
• paura di stare male in luoghi pubblici
• paura di parlare in pubblico
• paura di perdere il controllo dell'intestino e farsela addosso
• paura di fare cose strane o inconsulte colti da un raptus
• paura di impazzire

 

In alcuni casi questa paura si struttura dopo un episodio in cui la persona ha corso un rischio concreto, mentre la maggior parte delle volte ad innescare il circolo vizioso è solamente l'effetto del dubbio di poter perdere il controllo in determinate situazioni.
In entrambi i casi ciò che imprigiona la persona è il tentativo eccessivo di controllo su se stessa e le proprie funzioni che porta alla paradossale perdita di controllo.
Di solito dopo alcuni episodi in cui si verifica il panico, o "semplicemente" la paura di avere il panico, il soggetto tende ad evitare le situazioni minacciose fino a creare una vera e propria fobia invalidante.
Inoltre, l'effetto finale tipico di queste paure è che il soggetto somatizza ciò che teme e dunque realizza la profezia minacciosa, con tutti gli inconvenienti del caso.

Ad esempio, chi ha paura di farsela addosso in pubblico in genere crea un circolo vizioso per cui l'intestino nel tempo si irrita veramente.
La diffusione così epidemica delle paure patologiche basate sul controllo deriva probabilmente dal fatto che viviamo in una società moderna, dove è presente la convinzione illusoria di poter controllare e gestire tutto grazie alle conoscenze scientifiche e tecnologiche, nonché mediche.

 

2.Paura di volare

Si tratta di una fobia tipica della società postmoderna, dove prendere l'aereo è diventata una modalità di viaggio accessibile alla maggior parte delle persone, nonché un'eccellente possibilità di percorrere grandi distanze in tempi molto brevi.
La paura di volare può avere vari aspetti poiché spesso si abbina alla paura dell'altezza, alla paura degli spazi angusti dai quali è impossibile uscire, o anche alla paura di attentati e dirottamenti.
Spesso queste paure si sommano e dunque appare chiaro il motivo che la rende la monofobia più diffusa.
Di contro però questa paura rimane solitamente una fobia a sé e non dilaga in un disturbo più invalidante.

 

3.Paura dell'altezza

Come per la paura di volare, anche in questo caso una paura naturale umana, quella dell'altezza, può diventare patologica.
La paura dell'altezza è la fobia situazionale più diffusa e può essere caratterizzata da diverse percezioni, poiché può dare reazione di vertigine, paura di cadere nel vuoto, paura di essere attratti dalla forza del vuoto o addirittura paura di avere un raptus e gettarsi (in quest'ultimo caso è legata alla paura di perdere il controllo di se stessi).
In forma grave, questo problema conduce le persone a notevoli impedimenti e disagi ogni volta che si trovano in situazioni dove sia presente il vuoto intorno.

 

4.Paura di perdere le persone care

Si tratta di una fobia orientata ai rapporti relazionali e affettivi; nella fattispecie le persone che hanno questa paura temono oltremodo di essere abbandonati dal partner o di perdere le persone care in seguito a incidenti o malattie.
La paura molto opprimente di poter essere privati dei propri cari induce queste persone a condizionare fortemente le proprie relazioni, creando spesso non pochi problemi nelle dinamiche affettive.
Nel concreto quindi si creano situazioni relazionali patogene; ad esempio: persone troppo opprimenti e invadenti con i propri partner a tal punto da rendersi insopportabili o famiglie in cui uno o entrambi i genitori sono eccessivamente protettivi con i figli.

 

5.Paura degli animali

Le paure degli animali, come le altre fobie, sono legate al contesto sociale, per cui, ad esempio, difficilmente in una realtà cittadina del nostro paese può risultare invalidante una fobia dei serpenti, semplicemente perché è molto difficile incontrarne.
In seguito ai cambiamenti delle realtà cittadine nel nostro paese, gli animali diventati oggetto di paure più frequenti sono i piccioni, i ratti, i cani (anche perché considerati portatori di malattie), gli insetti, con particolare attenzione per i ragni.
Nella maggioranza dei casi le persone che sviluppano queste fobie evitano i luoghi a rischio di incontri, mentre in alcuni casi la paura può essere talmente forte da generare panico anche solo alla vista di fotografie o immagini su uno schermo.
Come per la paura di volare, in genere, queste paure rimangono monofobie e non dilagano in fobie generalizzate.

 

6.Agorafobia e Claustrofobia

Si tratta sicuramente delle fobie più citate in ambito psicologico; l'agorafobia è sostanzialmente la paura di stare soli o allontanarsi dai luoghi percepiti come sicuri e chi ne è affetto vive di solito una vita molto invalidata, una vita fatta di molte limitazioni ed impedimenti che spesso condiziona anche le persone che vivono accanto, verso le quali si crea una relazione di dipendenza.
Spesso l'agorafobia si associa con la claustrofobia.
Quest'ultima può essere definita come il timore degli spazi chiusi, da dove non è facile uscire in caso di panico (ascensori, stanze chiuse, ecc.)
Spesso la claustrofobia non riguarda solo luoghi chiusi, ma anche situazioni in cui l'allontanamento porterebbe la persona a vivere figure imbarazzanti con gli altri.
Come avviene per tutte le fobie, anche in questo caso, le persone adottano come principale strategia per sfuggire alla paura l'evitamento delle situazioni temute.
Purtroppo l'evitamento continuo di determinate situazioni rende queste persone sempre più incapaci di affrontare la propria paura e dunque le invalida sempre più.
In alternativa all'evitamento, le persone chiedono rassicurazione e aiuto alle persone di fiducia, che diventano accompagnatori insostituibili, creando così una dinamica di dipendenza, con l'effetto di rendere la persona sempre più incapace di fare da sola.

 

7.Paura del rifiuto sociale (fobia sociale)

Quella che nei manuali di psichiatria e psicologia clinica viene definita fobia sociale negli ultimi anni ha avuto una notevole diffusione, perlomeno in fase di diagnosi.
In realtà, da un punto di vista strategico, questo disturbo non è esattamente una fobia, ma è da considerare in taluni casi una forma di ossessione, mentre in altri una paranoia (in senso strategico: un'idea fissa e rigida) del rifiuto degli altri.
Infatti, chi viene diagnosticato come fobico sociale di solito non ha "semplicemente" paura di poter essere rifiutato, ma ne è ossessionato o addirittura assolutamente certo.
L'effetto di queste fissazioni e/o idee rigide induce queste persone a porsi nei rapporti sociali in maniera guardinga e circospetta, in modo tale da creare una reazione difensiva da parte degli altri, che conferma le loro aspettative di rifiuto.
In sostanza, il cosiddetto fobico sociale crea concretamente il rifiuto degli altri come effetto di una propria paranoia o ossessione.
Le conseguenze di questo circolo vizioso sono l'isolamento sociale di queste persone e l'aumento della loro incapacità di relazionarsi.
Non essendo prettamente una fobia, il trattamento strategico di questo problema risulta diverso da quello tipico dei disturbi fobici.

 

8.Ipocondria: paura delle malattie

L'ipocondria è un altro disturbo fobico-ossessivo tipico dei nostri tempi e della nostra società occidentale post-moderna, dove l'eccesso di controllo, in questo caso sulla propria salute fisica, spesso porta alla percezione di perdita di controllo.
In sostanza, il soggetto cosiddetto ipocondriaco vive in uno stato di costante preoccupazione per la propria salute, perennemente all'ascolto del proprio corpo in cerca di segnali, che possano permettergli di prevenire l'insorgenza di malattie gravi.
La trappola sta proprio nel fatto che "chi cerca trova", poiché chi ascolta le proprie sensazioni fisiche al fine di rilevare i sintomi di possibili malattie crea la trappola patologica di alterare veramente i parametri fisiologici.

Ad esempio, la persona che ha paura dell'infarto e fa attenzione continuamente al proprio battito cardiaco crea un paradosso psico-fisiologico per cui i battiti si alterano veramente e dunque la paura aumenta, fino a creare un'escalation che può arrivare al panico, con la sensazione di avere un infarto.
Gli ipocondriaci, spesso con l'inconsapevole collusione del medico di base, effettuano di continuo analisi e visite mediche specialistiche per rassicurarsi rispetto alla possibilità di avere una grave malattia.
Il problema sta nel fatto che dopo ogni esito negativo di un esame clinico, la tregua dal dubbio fobico dura poche ore o pochi giorni e poi tutto il circolo vizioso riparte.
In alcuni casi più gravi non c'è nessuna tregua, poichè l'esito negativo di un esame porta direttamente questi soggetti a pensare che l'esame sia sbagliato o insufficiente e che sia necessario farne immediatamente altri più accurati.

 

9.Ossessioni compulsive

Quello che viene definito Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC) è in una variante che può assumere la paura patologica.
In sostanza, gli studi empirici hanno dimostrato che questo disturbo si forma da un'iniziale fobia, di fronte alla quale il soggetto si difende attraverso la ripetizione di pensieri e/o azioni ritualizzate, che hanno l'effetto di sedare la paura.
Il circolo vizioso nasce dal fatto che ciò che inizialmente sembra la soluzione in realtà diventa esso stesso il problema, poiché la persona non può più interrompere i pensieri ossessivi e i rituali compulsivi perché travolto dalla paura.
A questo punto la persona, per non avere il panico, è condannata ad evitare ciò che gli scatena la paura o a ripetere le ossessioni compulsive, pagando un prezzo molto alto in termini di libertà.
Ad esempio, una persona che ha la fobia dello sporco ogni volta che percepisce la paura si lava per sedarla.
Dopo qualche periodo di ripetizione di tale copione diventa però schiavo del bisogno di lavarsi, per impedire che la sua paura cresca fino ad arrivare al panico.
Parafrasando il prof. Giorgio Nardone si potrebbe dire che, se nel caso degli attacchi di panico l'eccesso di controllo porta alla perdita di controllo, nel DOC (Disturbo Ossessivo-Compulsivo) il controllo è talmente ben riuscito che non se ne può fare più a meno.
I rituali ossessivo-compulsivi possono essere preventivi, propiziatori o riparatori.
Come per le paure, anche per le ossessioni e le compulsioni, si può affermare che ne esistono tante quante se ne possono inventare e spesso la realtà supera la più fervida fantasia; tuttavia le più comuni riguardano i controlli rituali (chiusura gas, porte, ecc.), l'ordine, i lavaggi e la pulizia, contaminazioni, infezioni.

 

10.Dismorfofobia o fobia del proprio aspetto

La dismorfofobia (o fobia del proprio aspetto) può essere considerata la variante più moderna dei disturbi fobico-ossessivi, per via della sua stretta relazione con le ultime evoluzioni della medicina estetica.
Infatti, grazie a quest'ultima, negli ultimi anni è possibile intervenire chirurgicamente su tutta una serie di imperfezioni estetiche allo scopo di annullarle o migliorarle.
Possiamo definire la dismorfofobia un disturbo dove la persona si fissa su un difetto estetico (nella maggioranza dei casi lieve o inesistente) che rifiuta e che gli scatena reazioni di panico, per cui chiede aiuto alla chirurgia estetica nella speranza di superare il problema.
In realtà, l'idea patogena di avere una deformazione estetica è una fissazione mentale, che spesso ha le sue radici in problemi relazionali e personali.
Nel momento in cui il soggetto si sottopone all'intervento chirurgico, con la complicità di professionisti "poco professionali", si da inizio ad una catena di interventi correttivi, che non fanno altro che incrementare il disturbo.
Come avviene nel Disturbo Ossessivo-Compulsivo, l'apparente soluzione diventa un problema più grave per cui dopo ogni intervento aumenta il bisogno di ulteriori interventi.
Spesso queste persone entrano in un circolo vizioso di interventi chirurgici che portano ad effetti fisici ed estetici tragici, per non dire tragi-comici in alcuni casi.

 

La misurazione dei risultati terapeutici condotta negli ultimi vent'anni ha messo in evidenza che attraverso la Terapia Breve Strategica tutti questi disturbi possono essere trattati in tempi molto brevi e con notevoli riscontri in termini di efficacia ed efficienza.

 

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